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Vera Gheno, "Il Futuro è nelle parole"

FUTURO VIRALE #12

 

#FUTUROVIRALE, Vera Gheno ospite della dodicesima puntata

Vera Gheno è sociolinguista e traduttrice dall'ungherese. Insegna all'Università di Firenze, dove da molti anni tiene il Laboratorio di italiano scritto per Scienze Umanistiche per la Comunicazione, e in corsi e master di diversi atenei italiani. Ha collaborato con l'Accademia della Crusca e ne ha gestito l'account Twitter. Ora gestisce la parte linguistica dell'account Twitter Zanichelli. Da alcune settimane è online il suo ultimo e-book "Parole contro la paura", edito da Longanesi.
 

 

La lingua che fa innovazione e la nostra responsabilità nell'uso delle parole

Esiste una relazione bidirezionale tra parole e persone e tra parole e società, il frutto è un gioco a tre in cui la realtà viene influenzata dalla lingua.
Le parole sono una conseguenza della realtà, noi esseri umani tendiamo a cartellinarla, ma non nominiamo ciò che non possiamo vedere, che non conosciamo o che non ci siamo immaginati. Ed eccoci davanti all’ipotesi Sapir-Whorf, per la quale le parole che noi usiamo contribuiscono al modo di vedere e di percepire la nostra realtà, non è indifferente l’utilizzo di una parola piuttosto che un’altra, lasciamo che si vedano di più certe cose piuttosto che altre.

Impariamo a difendere la qualità della nostra comunicazione, ovvero la sincerità. Se si ha una sincera volontà di comunicare qualcosa, il nostro interlocutore lo percepisce.


Il binomio social e consapevolezza

Attualmente c’è un’eccedenza di comunicazione sia in ingresso che in uscita, anche se nell’ultimo periodo si è rilevato un possibile aumento della consapevolezza dell’uso delle parole sui social media, c’è ancora molta confusione.

I social e l'online sono sicuramente visibili in una proiezione futura, è importante che all'aumentare della normalizzazione dell'onlife, aumenti anche la consapevolezza del loro uso. Spesso diventano l'unico modo per gestire le ipercomplessità in cui ci ritroviamo a vivere e, con il presupposto che il punto di vista separatista tra l'online e l'offline è ampiamente superato, il ‘goal’ in un futuro immediato è quello di trovare un equilibrio e una serenità per vivere questa onlife.

Ad ogni modo, quando si parla di buona comunicazione, è importante che ci sia un contenuto ma anche un contenitore.

L'optimum? Equilibrio tra forma e sostanza


Parole straniere: sì, no, perché?

L’importazione di parole da lingue straniere è strutturale, anche nella realtà attuale dove non ci sono più confini invalicabili e i confini si uniscono. Tendenzialmente si pensa all’inglese, ma questo entra nell'italiano anche per questioni non di necessità, per questo è importante distinguere i forestierismi di necessità e forestierismi di lusso. Utilizzare parole straniere diventa un modo per comprendere meglio il nostro tempo e, visto da questo punto di vista, in realtà non ci sono mai abbastanza parole, la realtà è talmente complessa e variegata che noi siamo sempre un po in ritardo con il nostro lessico.


"Parole contro la paura”

Un libro derivato da un esperimento che Vera ha deciso di fare durante la fase di isolamento: ha chiesto ai suoi follower le 3 parole centrali durante il periodo di quarantena e ne ha ricevute molte non connesse al Coronavirus, a dimostrazione del fatto che nonostante tutto, tutti noi abbiamo continuato a vivere attraverso i piccoli gesti.

Tre parole per il futuro
Premessa: noi abbiamo bisogno di tutte le parole, perché ogni parola può essere quella giusta visto il contesto, l'interlocutore e la volontà comunicativa che si ha)

- Consapevolezza (atti e parole)
- Responsabilità (atti e parole)
- Relazione (tutto ciò che noi facciamo in quanto animali sociali, lo facciamo come parte di un continente, dobbiamo ricordarci di essere parte di una società)